Torna il Sole!
di Rishi Giovanni Gatti
Come prepararsi a guardare il sole senza problemi, anzi con beneficio per la vista e la salute generale del corpo e della mente.
Come ogni anno, appena la stagione fredda inizia a lasciare il giusto spazio alle giornate che si allungano, spunta di nuovo il bel Sole d’Italia, che illumina e riscalda l’anima di ognuno di noi. Purtroppo, la malefica abitudine di stare sempre chiusi in casa o nell’ufficio o nell’automobile ci ha privati quasi del tutto dei beneficî della luce solare, che include la preziosa componente bialnciata di raggi UVA e UVB. All’osservatore attento, non sfuggirà notare che in realtà si tende a difendersi dalla luce solare sopra a tutto perché dà fastidio agli occhi. Se non ci fosse questo piccolo problema della foto-fobia, tutti si rifiuterebbero di vivere costretti al buio o alla penombra. Diventa allora essenziale scoprire e praticare dei modi sicuri per togliere di mezzo il fastidio della luce solare e tornare così ad apprezzarne la portata terapeutica universale.
Il primo requisito essenziale per capire cosa c’è sotto al fastidio oculare e come alleviarlo con successo è leggere il libro originale della Cura della Vista con Metodi Naturali, scritto dal Dott. Bates nel 1920 con il titolo “Vista Perfetta Senza Occhiali”, edito in Italia da Juppiter Consulting Publishing Company®. La lettura del testo-base del Bates è necessaria per tutelarsi contro le false interpretazioni e contro i falsi insegnanti del così detto “Metodo Bates”, che purtroppo viene propagandato omettendo guardacaso proprio i suoi consigli e le sue scoperte più importanti, come l’importanza di rimirare il sole a occhio nudo.
Il secondo requisito essenziale per poter guardare il sole senza danni è eliminare completamente le lenti correttive, incluse le lenti “da sole”, che tanto si sono diffuse oggigiorno. Chi scrive,, non ha nulla contro le lenti da sole, a patto che non vengano mai usate per proteggersi dal sole, ma soltanto per vezzo o per acconciatura. Abituarsi alle lenti colorate danneggia fortemente la vista e gli occhi perché li costringe a “sforzarsi” di adattarsi a un ambiente luminoso innaturale, aumentando a dismisura la propria sensibilità, per controbilanciare la quantità di luce filtrata dalle lenti stesse. Inoltre, le lenti cancellano la componente UVA della luce solare, che invece è necessaria e fisiologica per la salute degli organismi viventi. A pro di ciò, basti ricordare due cose: 1) i raggi UVA sono necessari per fissare il calcio nelle ossa e produrrre la famosa Vitamina D3; 2) chi si occupa di acquariologia sa benissimo che certi pesci, se non tutti, muoiono rapidamente se li si priva dei raggi UVA.
Soddisfatti questi due importanti pre-requisiti, andiamo a proporvi uno schema di esempio su come passare effettivamente all’azione e ritornare a poter rimirare il sole con facilità e beneficio.
Schema essenziale per Rimirare il Sole con Pieno Successo:
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Verificare il proprio livello di sforzo mentale, lanciando una veloce occhiata al sole di mezzogiorno, senza indugiare per non più di una frazione di secondo. Chiudere subito gli occhi e coprirli con le mani per escludere la luce. Osservare le immagini persistenti.
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Se il livello di sforzo è elevato – come di solito è il caso se si ha vista imperfetta e si è passato l’inverno in ambienti poco illuminati – saranno comparse numerosissime macchie persistenti, dovute a immaginazione imperfetta. Imparare a cancellare velocemente queste immagini è uno dei metodi migliori per poter riprendere subito a rimirare il sole, questa volta con meno fastidio. Per eliminare le immagini persistenti, uno qualsiasi dei metodi del Bates può essere adoperato, cambiandolo subito se non dà pronti risultati. Per esempio, dondolare mentalmente una delle tante macchie persistenti fino a che non sia scomparsa è di solito un buon metodo; se non riesce, sia sufficiente aprire gli occhi su un piccolo esemplare di stampa fine o microscopica (come di quelli riprodotti sul Segnalibro della Vista Perfetta, o sul libro originale del Dott. Bates a pag. 195). Scorrendo lo sguardo sulle righe bianche tra il testo, le macchie spariscono in tutti i casi, nel giro di pochi istanti, minuti, oppure quarti d’ora.
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Una volta scomparse le macchie, è possibile rilanciare un’altra occhiata al sole, ma questa volta senza guardarlo direttamente, cioè fissando per un istante un punto abbastanza distante dal sole stesso. Per dare un’idea, guardare un punto a 45 gradi di distanza potrebbe essere sufficiente. Dopo aver chiuso subito gli occhi, si ripete la procedura di controllo della quantità e della intensità delle macchie persistenti. Bisognerebbe notare che in questo csao, non avendo guardato direttamente il sole, le macchie saranno davvero ridotte e sopra a tutto saranno sparite quasi subito spontaneamente, senza nessun intervento da parte nostra.
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Il prossimo passo sarà quello di ritornare a guardare lo stesso punto a quarantacinque gradi di distanza dal centro del sole, come al punto 3), ma spostandosi immediatamente dall’altro lato, attraversando il sole velocemente senza indugiare mai su di esso. Una volta giunti al lato opposto, ripetere lo spostamento per ritornare al punto iniziale, e continuare così per alcune volte. Dopo di ciò, chiudere gli occhi e coprirli con le mani per verificare quello che vediamo a occhi chiusi, se ci sono macchie o no, e se è facile farle sparire. Fare sparire le macchie è sempre facile, bisogna trovare il metodo giusto in ogni caso, e riprovare fino a che non siano effettivamente sparite.
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Per avvicinarsi al nostro obiettivo, e cioè rimirare il sole direttamente, non ci resta che continuare questa procedura accorciando la distanza del punto alternatamente fissato rispetto al centro del sole. Dai 45 gradi passiamo ai 40 gradi, poi ai 35, poi ai 30, eccetera, gradualmente e lentamente, fino ad arrivare ai 5 gradi e poi a un grado, il che significa che stiamo semplicemente dondolando lo sguardo dal bordo destro al bordo sinistro del disco solare. Attenzione, è molto improbabile che si possa riuscire a fare ciò in una sola giornata. Molto probabilmente saranno necessari un paio di mesi di esercizio costante di dondolamento del sole a distanze adeguate prima di poterlo rimirare senza problemi direttamente. Però, è anche importante avere ben salda in mente la mèta che intendiamo raggiungere, altrimenti non vedremmo proprio alcuna utilità nell’esperimento, e non sarebbe utile nemmeno incominciarlo.
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Per ultimo, una nota curiosa: mentre pochissime persone sono in grado di guardare con i due occhi insieme direttamente il sole senza danni o fastidi, praticamente tutti possono farlo con un occhio alla volta, coprendo l’altro con la mano. Non ci sono, in genere, problemi di immagini persistenti, se si usa un’occhio solo mentre si rimira il sole, e sembra invece che la bella luce incidente diritta nell’occhio sia subito fonte di benessere e tranquillità interiore insospettata. Perché è così? Le motivazioni sono probabilmente di origine “psicologico”, e cioè, il fastidio della forte luce solare a occhi aperti è diventato così severo e cronico, che la semplice realizzazione esperienziale di poter liberamente guardare il sole con un occhio alla volta senza avere il minimo fastidio sia di per sé già la soluzione del problema, che evidentemente non è legato alla retina, ai raggi UVA, o alla intensità della luce.
In questi sei punti abbiamo dato delle semplici indicazioni, molto banali, che tutti possono mettere in pratica. Naturalmente, ci sarà chi sbaglierà e fisserà il sole oltremodo senza spostare lo sguardo, e con questo si procurerà dei problemi, anche serî, con macchie persistenti e parziale o totale cecità. Se questo fosse il caso, non bisogna preoccuparsi ma continuare con il trattamento di rilassamento, evitando di ripetere la rimirazione se non con un occhio alla volta, e ricorrendo alla lettura di stampa microscopica o alla cancellazione delle immagini persistenti a livello mentale, cioè a occhi chiusi e coperti, utilizzando in luogo della visione la facoltà di immaginazione e di memoria. Per ottenere subito il sollievo richiesto per ritornare a vedere senza macchie solari che offuschino il campo visivo, sarà in questi casi necessario praticare questi metodi di ripristino per parecchie ore al giorno, prendendo quindi le giuste pause dal lavoro o dallo studio. È sempre bene alternare l’utilizzo del palmeggiamento (quindi del buio totale spirituale) con l’utilizzo della luce, e cioè leggendo stampa piccola con il foglio direttamente esposto al massimo di luce solare possibile.
Così facendo, le macchie solari spariranno e l’occhio tornerà a essere davvero forte, con vista migliorata e l’eccitato e speranzoso desiderio di godere sempre di più della luce del vero sole estivo italiano, che ci invidiano in tutto il mondo!
Siccome il tempo vola, sarebbe bene iniziare subito questa pratica per arrivare preparati all’estate, già belli carichi!
10 marzo 2009
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