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William H. Bates (1860-1931)

Il sito di riferimento per la vera divulgazione e la corretta pratica del Sistema Originaledi W.H. Bates per la Cura della Vista Imperfetta mediante Trattamento Senza Occhiali

Nessuno può aiutarti più di te stesso; raccogli le tue forze, e impara a vedere di nuovo. Io non sono un mago, ma posso essere la tua guida e il tuo consigliere.—Bates
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Stringerei tempi nella cura della vista

di Rishi Giovanni Gatti

ll Sistema di Cura della Vista che dobbiamo al Dott. Bates,come descritto nelle sue pubblicazioni originali, e come centinaia di praticantistanno verificando in questi ultimi anni, è scientifico e riesce. Personequalsiasi dai più disparati problemi visivi, semplici e complicati,leggeri o pesanti...

Il Sistema di Cura della Vista che dobbiamo al Dott. Bates, come descritto nellesue pubblicazioni originali, e come centinaia di praticanti stanno verificandoin questi ultimi anni, è scientifico e riesce.

Persone qualsiasi dai più disparatiproblemi visivi, semplici e complicati, leggeri o pesanti, sperimentano, già dopoi primi minuti di auto-trattamento senza occhiali, dei benefici spesse volteritenuti insperabili.

Persone con elevata miopia, superiore alle venti diottriedi prescrizione, hanno presto lampi di vista normale nei quali l’occhiosi focalizza precisamente su un oggetto distante e lo riconosce, tra lo stuporegenerale.

Persone con presbiopia consolidata dall’uso decennale degli occhialiper leggere riescono a leggere caratteri piccoli, ma molto piccoli, dopo pochiminuti di rilassamento, e subito esplodono in grida di entusiasmo per aver riconquistatouna facoltà che da sempre è stata ritenuta impossibile da ricuperare.

Entrando in campi più delicati, quelli delle malattie “organiche” dell’occhio,per le quali i lettori sentono maggiormente la necessità di ricorrerealla medicina, ufficiale e non, abbiamo raccolto testimonianze di persone chestanno guarendo problemi come il nistagmo, la cataratta, le maculopatie, e altro,usando come strumento i metodi indicati da Bates – tra i quali il controversoutilizzo della luce diretta del sole, o di forti sorgenti elettriche – trovandonon solo benefici fisici, ma anche mentali e psicologici.

Fatta questa notevole premessa, rimane un dato di fatto: la lentezza della cura.La strada verso una guarigione totale e permanente è in quasi tutti icasi lunga, apparentemente tortuosa, irta di ostacoli.

Però, non è “difficile”.Ci sentiamo di dire che la guarigione permanente è sempre a portata dimano, dietro l’angolo, dato che i lampi di vista normale, e in seguitoi periodi di ore o giornate intere in cui gli occhi funzionano normalmente senzaalcun intervento da parte nostra, si verificano sempre più spesso, e lericadute sono sempre più facili da ricuperare, o sempre più rare.Eppure molti lettori si sentono a disagio, perché la vista rimane sempresoggetta a variazioni indesiderate e la cura sembra sfuggire.

Come ci suggerisce il Dott. Bates, la spiegazione di questi fenomeni deve esseretrovata non ipotizzando teorie, ma analizzando i fatti. In tutti i casi in cuile ricadute continuano non ostante i continui progressi realizzati, si noterà checiò accade perché il lettore, il praticante di vista perfetta,utilizza male i suoi occhi in qualche parte della giornata, e molto probabilmenteanche durante il sonno.

Utilizzare male gli occhi significa sforzarsi per vedere,cioè fissare lo sguardo, concentrarsi, cercare di vedere diverse partidi un oggetto in una volta sola senza creare la senzazione di dondolìouniversale peculiare della vista normale.

L’obiettivo della cura è acquisire l‘abitudine continua a non sforzarsi per vedere, e cioè a non concentrarsi,mai, in nessun caso, a non fissare lo sguardo su alcunché, a rilassarsinel dondolìo universale senza alcun timore che questo strano fenomenoci possa travolgere.

Questa ultima affermazione merita di essere sviluppata:ogni volta che si lavora in favore di una crescita, di una evoluzione personale,si incontrano le resistenze opposte dal vecchio modo di pensare, dai vecchi viziche la nostra mente non vuole abbandonare per paura di non essere in grado diaffrontare la novità, l’ignoto, il futuro. È lo stesso ancheper la cura della vista: le vecchie abitudini di fissità dello sguardoe di sforzo e concentrazione, non vogliono andarsene, soprattutto perché,per farle andare via, si commette l’errore di usare metodi sbagliati, cisi concentra, ci si sforza, si fa della ginnastica per “rinforzare i muscolioculari”, il che è un controsenso.

Non è possibile usaresforzo per combattere lo sforzo. L’unica soluzione è nel rilassamento,nel coltivare gentilmente, placidamente, un atteggiamento mentale rilassato,non-coinvolto, all’erta e vigile, ma non condizionato dagli eventi, e quindipronto e disponibile a rispondere alle sollecitazioni che arrivano, senza problemi.

Per “stringere i tempi” nella cura della vista, esistono dei metodidi rilassamento mentale che sono formidabili, a patto che li si pratichi. Inquasi tutti i casi, ciò che serve è un appuntamento quotidianocon una tabella di controllo di Snellen, di pochi minuti, per verificare il livellodi sforzo per vedere di cui si è afflitti in quel momento, e osservarese, cambiando la distanza, l’illuminazione, il tipo di tabella, o praticandolo spostamento, l’uso della memoria e dell’immaginazione, la visionedelle lettere cambi, in meglio o in peggio.

Se la lettera migliora, se diventapiù nitida e iniziano a comparire righe più piccole, e si diffondenella testa e nel corpo una sensazione come di “rilascio” e di benessere,allora il metodo impiegato è valido e va continuato. Vice versa, il metodo è sbagliatoe va temporaneamente abbandonato per essere riprovato in seguito, se necessario.

Per favorire, indirettamente, la visione della tabella di controllo di Snellen,che è il vero “test” che garantisce la genuinità deirisultati, la nostra esperienza di questi anni di divulgazione del Sistema OriginaleBatesiano ci conferma la bontà di alcune pratiche da non dimenticare mai.

In primo luogo l’uso di luci forti in ogni dove, e specialmente nelle abitazioni,oltre che negli uffici. Troppo spesso gli ottimi risultati conseguiti all’apertoe al sole, anche in casi di altissima miopia, vengono rovinati quando si rientrain abitazioni fin troppo buie e male illuminate, che mettono a dura prova ilrilassamento guadagnato in condizioni di luce più naturali.

Questo è forsel’errore più comune fatto da tutti i praticanti della cura dellavista, ma è anche il più facile da correggere: è sufficientedotarsi di ottime e potenti lampade moderne, possibilmente ad ampio spettro ealta temperatura cromatica, per illuminare non solo la tabelladi controllo maanche le zone dove si vive abitualmente. In particolare, tutte le zone dove cisi guarda allo specchio, il tavolo da cucina, il soggiorno dove si legge o siguarda la televisione.

In secondo luogo è importante abituarsi a non sforzarsi per vedere incondizioni difficili, cioè in luce molto bassa, quasi assente, usandocaratteri molto piccoli. Questa è una pratica di beneficio universale,cioè adatta a tutti i tipi di difetti, compresi quelli organici.

Abituarsia non perdere la calma e la rilassatezza anche quando non si vede niente, e poterlofare in condizioni “protette”, dove non c’è nessunoche ci guarda, e non soffrendo condizionamenti esterni, è di grandissimoaiuto soprattutto perché quando si ritorna a condizioni di luce più normalee con caratteri più facili la vista è sempre molto migliorata senon normale.

Osservare questo cambiamento, e rinnovare quotidianamente questaosservazione, è la garanzia per il successo definitivo. Procrastinarequeste dimostrazioni, pensare che la cura avverrà da sé in un domaniindefinito, invece, è garanzia di fallimento.

Il “vero” motivo per il quale in pochi decidono di investire totalmenteil proprio tempo nella cura della vista e vanno fino in fondo non accontentandosimai dei risultati, ma trovando continuo divertimento nell’approfondireil proprio livello di rilassamento, ancora oggi non è chiaro.

Era unodei crucci dello stesso Bates, quando scrisse che non sarebbe mai stato soddisfattofinché non avesse capito perché alcuni pazienti guarivano dallepiù difficili condizioni oculari in mezz’ora, e altri andavano avantia trascinare il trattamento per molti mesi o anni pur partendo da un difettodi vista dei più lievi.

Oggigiorno, lasciando da parte analisi psicologicheche corrono il rischio di sviarci ancor di più dalla pratica del trattamento,abbiamo potuto verificare che la possibilità di confrontare le proprieesperienze con quelle degli altri praticanti la cura può funzionare daforte stimolo e catalizzatore. È per questo che abbiamo fondato l’AssociazioneVista Perfetta (Perfect Sight Society), dedicata esclusivamente a chi pratical’auto-trattamento, per mettere in contatto tra loro i soci che volesseroinsegnare, senza scopo di lucro, la loro esperienza, così anche imparandomeglio i segreti di questa profonda avventura spirituale.

26 ottobre 2006

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