Due sono le superstizioni ataviche riguardanti gli occhi e la vista che ci portiamo dietro sin dalla notte dei tempi: 1) a guardare il sole ci si brucia la retina; 2) a “toccarsi” si diventa ciechi.
Dopo aver adeguatamente investigato sulla radice di queste due spaventose minacce, chi scrive è arrivato a riconoscere che si tratta di affermazioni sostanzialmente false, contenenti però qualche fondo di verità.
I dati di fatto ci dicono che persone dalla vista normale o perfetta possono tranquillamente guardare il sole di mezzogiorno senza subire alcun danno, ma trovando invece beneficio, e che l’atto del “toccarsi”, essendo praticato da tutti, nessuno escluso, non è così pericoloso, altrimenti saremmo tutti ciechi.
Ci sono però individui che insistendo nel guardare il sole scorrettamente, si sono provocati una lesione organica all’occhio, che sebbene non temporanea ha generato enormi paure con conseguenti aggravamenti, e ci sono pure grandissimi masturbatori anche professionali, come recentemente confessato dal celebre attore pornografico Rocco Siffredi, che soffrono di miopie piuttosto elevate.
All’origine del danno visivo subito a causa di un eccessivo uso dell’auto-erotismo, spesso associato al consumo di filmati video sui quali viene fissato oltremodo sguardo, vi è un errato impiego degli organi della visione che dipende da un più sottile e pernicioso errore compiuto a livello mentale, che però è perfettamente curabile con l’adeguato trattamento di rilassamento, come spiegato nei libri sulla Cura della Vista nel Sistema Bates™.
L’errore è quello di volere a tutti i costi vedere di più e meglio compiendo tentativi forzosi, che sempre falliscono, e concentrandosi sull’oggetto della vista, o del desiderio, cercando inutilmente di ampliare il campo visivo senza muovere gli occhi.
Ovviamente questo accade normalmente e sempre in tutte le persone che portano occhiali correttivi, anche in àmbiti ordinari, in cui non è coinvolta la sfera sessuale, ma è quando c’è di mezzo il sesso, o l’Eros, la forza biologica che sta a monte di tutto, che il problema si fa terribilmente serio, e da qui le proverbiali minacce contro il “toccarsi”, o contro la sessualità in genere, la “fornicazione”, eccetera.
La soluzione è però di facile applicazione: per prevenire la miopia da eccessiva masturbazione, o qualsiasi difetto visivo dovuto ad abuso delle funzioni sessuali, o a qualsiasi altro abuso, bisogna imparare ad usare in modo corretto gli occhi, mentre si compiono questi atti: il segreto è nell’immaginare che la cosa riguardata, sia essa una immagine pornografica su una rivista o un video scaricato da Internet, o più romanticamente, l’espressione di beatitudine sul volto dell’amata, o dell’amato, durante la copula, o l’amoreggiamento, abbia un leggero e lento, agile e corto dondolìo, non più ampio della dimensione della cosa stessa. Nei periodi di tempo in cui gli occhi vengono mantenuti chiusi, e il paziente è impegnato con la sua immaginazione in chissà quali amplessi con donne o uomini fantastici e straordinari, è essenziale che tali prodotti della fantasia interiore siano “visti” muoversi con lo stesso dondolìo breve, lento e facile, accennato prima.
Così facendo, anche l’Eros, il sesso, sarà più gratificante perché sarà vissuto da un essere umano più rilassato e più in sintonia con i ritmi naturali e la tranquillità mentale.
Vice-versa, fare l’amore dietro a un paio di lenti a contatto, che correggono meccanicamente il difetto ma causano il perdurare e l’accanirsi dello sforzo mentale che vogliono correggere, significa semplicemente vivere dietro ad uno schermo di vetro che impedisce alla coscienza di cogliere il vero portato spirituale che solo l’energia sessuale orientata alla meditazione può dare.
È semplicemente ridicolo cercare di praticare sofisticate tecniche sessuali, che vanno molto di moda oggigiorno, come l’Amore Tantrico o il Tao del Sesso, senza aver prima affrontato il problema della vista difettosa e della sua cura mediante metodi di rilassamento mentale. Nella situazione data dalla vista imperfetta, queste tecniche non saranno che applicate male e perciò di scarso vantaggio, se non di vero e proprio danno. Si rischia di venirne consumati, invece che nutriti e riappacificati.
23 settembre 2007
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